Sui social Banksy rivendica la paternità delle opere apparse in Inghilterra

Lo street artist britannico Banksy ha confermato, tramite un video postato oggi sul suo account Instagram, di essere l’autore di diverse opere apparse di recente nell’est dell’Inghilterra, dopo che le città di Great Yarmouth, Gorleston e Lowestoft avevano presentato una candidatura congiunta per diventare la Città della Cultura del Regno Unito nel 2025. La clip, lunga poco più di tre minuti e intitolata “A Great British Spraycation”, descrive il viaggio estivo dell’artista all’interno di un vecchio camper e ha raccolto finora quasi 5 milioni di visualizzazioni.

Nelle opere il racconto della crisi climatica

Tra le opere apparse nei giorni scorsi sulla costa orientale dell’Inghilterra, ci sono un topo – icona ricorrente per Banksy – che sorseggia un cocktail su una sedia a sdraio, un bambino che scava vicino a un marciapiede, persone che ballano su una pensilina dell’autobus e la tipica “claw crane”, la gru delle macchinette delle sale giochi. Sopra un ingombrante cassonetto, l’artista ha fatto apparire un gabbiano pronto a banchettarci. Facendo eco alla crisi climatica, un graffito mostra tre bambini su una barca di lamiera ondulata, con la scritta “Siamo tutti sulla stessa barca”.

Il graffito a Lowestoft, sulla costa inglese ( REUTERS/Peter Nicholls)

Nella piccola cittadina di King’s Lynn, Banksy regala alla statua dell’ingegnere Frederick Savage, famoso per le sue macchine a vapore, un cono gelato e una lingua per assaporarlo. E su un modello di un cottage trovato dai gestori del Merrivale Model Village di Great Yarmouth, un parco in miniatura del Norfolk, campeggia la firma dello street artist e la scritta “Go big or go home”, affiancata da un piccolo roditore.

L’arte (anche) per il sociale

Negli ultimi anni, l’artista di Bristol, che mantiene abilmente il mistero sulla sua identità, ha incantato i circoli dell’arte contemporanea con le sue opere votate a cause quali i migranti e l’opposizione alla Brexit, tra le altre. A marzo, un’opera in onore degli operatori sanitari è stata venduta all’asta alla cifra record di 20 milioni di euro, destinati al servizio sanitario pubblico britannico.

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