Venezia 78, ancora norme anti Covid. Torna Sorrentino con un film su Maradona

Con 22 film italiani, di cui cinque in concorso tra cui l’atteso film di Paolo Sorrentino su Maradona, la 78esima Mostra del Cinema di Venezia conferma l’ottimo stato di salute della nostra industria cinematografica. Nonostante tutto quella in programma dal 1 all’11 settembre sarà la seconda edizione della Mostra con rigide norme anti Covid che ridurranno a 4mila i posti a sedere nelle sale. Il Film di apertura sarà «Madres paralelas» di Pedro Almodovar con Penelope Cruz. «L’anno scorso – spiega il presidente della Biennale Roberto Cicutto presentando oggi la 78esima Mostra – siamo partiti sapendo poco o niente ma siamo riusciti a fare la Mostra in presenza grazie al protocollo che ha funzionato. Quest’anno speravamo in qualcosa di più rilassato ma, al momento non è così. Faremo una Mostra con le regole dell’anno scorso con in più lo strumento del green pass o dell’alternativa del tampone entro 48 ore. Noi ci atteniamo a quello che al momento dice il decreto del governo. Se poi le disposizioni cambieranno ci adegueremo».

Dall’84 mai così tanti titoli italiani alla Mostra

Ma un primato la 78esima Mostra può già metterlo al suo attivo. Dall’84 non erano presenti così tanti titoli italiani. Cinque i film italiani in concorso: a cominciare da «È stata la mano di Dio» di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, «Qui rido io» di Mario Martone dedicato ad Edoardo Scarpetta, «Il buco» di Michelangelo Frammartino, «Freaks Out» di Gabriele Mainetti e «America Latina» dei fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo. Martone è stato tante volte a Venezia mentre per gli altri è la prima volta. Paolo Sorrentino torna al Lido 20 anni dopo la sua opera prima, «L’uomo in più». In tutto sono 22 le opere italiane tra Concorso, Fuori Concorso, Orizzonti, Orizzonti Extra e Biennale College presenti al Lido. Tutti i film in concorso sono 21, le donne registe quattro: Jane Campion con «The Power of the Dog », Ana Lily Amirpour con «Mona Lisa and the Blood Moon», Audrey Diwan con «L’évènement», poi Maggie Gyllenhaal con l’opera prima «The Lost Daughter» (dal romanzo omonimo di Elena Ferrante) e la regista russa Natasha Merkulova, che codirige con Aleksey Chupov «Captain Volkonogov Escaped». Confermati in gara «Spencer» di Pablo Larraín, «The Card Counter» di Paul Schrader, «Un autre monde» di Stéphane Brizé e «Competencia Oficial» di Gastón Duprat e Mariano Cohn oltre al già annunciato film d’apertura «Madres Paralelas» di Pedro Almodóvar. Tornano in concorso poi Michel Franco (che l’anno scorso vinse il Gran Premio della Giuria con Nuevo Orden) con «Sundown», e il francese Xavier Giannoli con «Illusions perdues».

Fuotri Concorso il kolossal «Last Duel» di Ridley Scott

Per quanto riguarda il Fuori Concorso, oltre ai già annunciati «Dune» di Denis Villeneuve e «Halloween Kills» di David Gordon Green, ci sarà il nuovo kolossal in costume di Ridley Scott, «The Last Duel», interpretato da Matt Damon e l’atteso «List Night in Soho» di Edgar Wright e gli italiani «Il bambino nascosto» di Roberto Andò (film di chiusura del Festival), «Ariaferma» di Leonardo Di Costanzo, «La scuola cattolica» di Stefano Mordini. Sempre fuori Concorso «Viaggio nel crepuscolo» di Augusto Contento, «DeAndré#DeAndré Storia di un impiegato» di Roberta Lena, «Django & Django» di Luca Rea, «Ezio Bosso. Le cose che restano» di Giorgio Verdelli. In Orizzonti sono attesi «Il Paradiso del Pavone» di Laura Bispuri e «Atlantide» di Yuri Ancarani. Tra le proiezioni speciali anche un doc sulla mostra «Biennale di Venezia: il cinema al tempo del Covid» di Andrea Segre e l’esordio alla regia di un doc di Simona Ventura con «Le 7 giornate di Bergamo».

Barbera: fare film ai tempi del Covid? Una scommessa vinta

Fare film ai tempi del Covid sembra sia stata una scommessa vinta, soprattutto in Italia. Lo spiega bene il direttore della Mostra, Alberto Barbera nella conferenza stampa online di oggi. «Alle nostre spalle – osserva Barbera – premono per tornare a vedere la luce dei proiettori i film di due stagioni: quelli terminati poco prima o durante il confinamento della primavera 2020, e quelli che hanno trovato la forza e il coraggio per essere realizzati durante il secondo, inatteso (e assai più lungo) periodo di lockdown. Molto numerosi, più del consueto: come se la pandemia fosse servita a stimolare la creatività e far salire il livello della qualità». Un’edizione, dice sempre Barbera, che «corrisponde alla vocazione di dar voce alla moltitudine di prospettive, generi e aree cinematografiche che da sempre caratterizza il programma della Mostra. Poche le assenze di rilievo, la Cina forse, che però è presente con due corti e alcune coproduzioni mentre il resto dei continenti è ben rappresentato». Ma, aggiunge Barbera, «la selezione italiana è la fotografia di un momento di grazia, nel quale cineasti già affermati sembrano in grado esprimersi al meglio delle loro capacità, mentre altri si confermano punti di riferimento imprescindibili per il cinema di oggi e di domani». E la ricomparsa in forze del cinema americano, con il consueto contorno di star «è un altro segnale della volontà di tutti di mettere fine al lungo periodo di astinenza cui ci aveva costretti sinora la pandemia».

Source link

Posted on

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *