«Memoria», un dramma psicologico con una grande Tilda Swinton

L’esordio in lingua inglese di Apichatpong Weerasethakul: il regista thailandese, Palma d’oro nel 2010 per «Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti», ha presentato in concorso a Cannes il suo nuovo lungometraggio, «Memoria», con protagonista Tilda Swinton.

L’attrice inglese interpreta una donna che dalla Scozia arriva in Colombia: nel mezzo della natura sudamericana, dopo aver sentito un curioso rumore, inizia ad avere una strana sindrome sensoriale. Durante il suo viaggio, conosce un’archeologa che studia resti umani scoperti in un tunnel in costruzione: un luogo che desterà da subito il suo interesse.Sei anni dopo «Cemetery of Splendour», Apichatpong Weerasethakul torna sulla Croisette per un film che gioca coi sensi dello spettatore, affascinando il pubblico con il suo stile profondamente misticheggiante.

Nonostante sia la sua prima pellicola in lingua inglese, la messinscena dell’autore thailandese rimane fedele a se stessa, incentrata più sui silenzi che sulle parole, oltre che sulla relazione (da sempre fondamentale all’interno del suo cinema) tra i personaggi e l’ambiente che li circonda.

Memoria

Emozionante prova di Tilda Swinton

In questo viaggio nella memoria, che arriva in profondità all’interno della psiche umana, ci sono troppi passaggi prolissi e diversi momenti velleitari, ma il disegno d’insieme è talmente magnetico da evitare allo spettatore qualunque calo d’attenzione, anche nella meno riuscita parte centrale, in cui il film finisce per girare eccessivamente a vuoto.Menzione speciale per la prova eccellente di Tilda Swinton, chiamata a un ruolo non semplice. Con questa performance, accanto a quella nel film di Wes Anderson «The French Dispatch» (presentato a Cannes qualche giorno fa), si conferma una delle attrici più talentuose in circolazione e tra quelle meglio capaci di veicolare emozioni allo spettatore.

Les Olympiades

Les Olympiades

Sempre in concorso colpisce inoltre «Les Olympiades» di Jacques Audiard, uno dei beniamini del Festival di Cannes.Premiato per la miglior sceneggiatura con «Un héros très discret», con il Grand Prix per «Il profeta» e con la Palma d’oro per «Dheepan», Audiard torna sulla Croisette con un film che punta ancora una volta al palmarès.Al centro ci sono le vicende sentimentali di tre personaggi sullo sfondo di un quartiere multietnico, il 13° Arrondissement di Parigi.Tratto liberamente dai fumetti di Adrian Tomine, «Les Olympiades» è un film che è stato scritto da Audiard insieme a Léa Mysius e Céline Sciamma: quest’ultima, regista di pellicole importanti come «Tomboy» e «Ritratto della giovane in fiamme», fa sentire in maniera decisa il suo tocco personale in questa coinvolgente storia di adolescenti che rientra perfettamente (anche) nella sua filmografia.Valorizzato da un elegantissimo bianco e nero, il film pecca soltanto di qualche eccesso di manierismo, ma per il resto è un prodotto incisivo, curatissimo e capace di parlare con forza del presente in cui viviamo. Potrebbe meritare il palmarès.

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