Tennis, a Wimbledon l’erba è più verde

La tenuta del principe Roger o il potenziale Grande Slam di Nole? O addirittura la sorpresa di uno dei tredici italiani in tabellone (solo tre le tenniste) che si fa strada tra i soliti noti? La vigilia di Wimbledon, quest’anno, è elettrizzante per tanti motivi.

Prima di tutto perché, semplicemente, si torna in campo: ancora non ci si crede che l’anno scorso non si sia giocato il torneo più elegante e prestigioso del tennis. Anche chi preferisce la terra rossa, non può non riconoscere che i quindici giorni all’All England Lawn and Croquet Club siano la competizione, l’essenza di uno sport capace di tenere in religioso silenzio 15mila persone. Quest’anno in realtà saranno ben di meno – la metà della capienza – lungo il corso delle due settimane, con la possibilità di arrivare ai numeri consueti per le finali, ma dipenderà dall’evoluzione della variante Delta del Covid-19, in un Paese in cui la pandemia è stata feroce e le preoccupazioni sono sempre deste.

Dopo il ritiro di Rafa Nadal (che non giocherà neanche le Olimpiadi) crescono dunque le chance per il campione in carica Djokovic di inanellare le vittorie dei quattro tornei più importanti: dopo aver trionfato in Australia e a Parigi, le sue motivazioni – e la concreta possibilità – di un successo a Wimbledon aumentano. Gli darà battaglia l’“attempato” e amatissimo svizzero Federer, che con i suoi 39 anni (l’8 agosto saranno 40) potrebbe estrarre dal cilindro una prestazione brillante con cui chiudere la sua esperienza sull’erba londinese, a dispetto degli ultimi risultati deludenti… e chissà, annunciare in diretta l’abbandono della scena, lasciando in lacrime milioni di tifosi in tutto il mondo. Impossibile fare previsioni.

Ad essere certa, invece, è la forza delle teste di serie che cercheranno di contrastare i big two, a partire dal russo Daniil Medvedev (numero 2), seguìto dal greco Stefanos Tsitsipas (reduce dalla bruciante sconfitta di Parigi proprio contro Nole), e poi dal tedesco Alexander Zverev (non ci sarà l’austriaco Dominic Thiem, infortunato).

Attenzione alla posizione numero 7 del tabellone: è occupata da un certo Matteo Berrettini, fresco vincitore sull’erba del Queen’s (è il primo italiano ad aver portato a casa il torneo), che esordirà con l’argentino Guido Pella (il sorteggio lo ha collocato nella parte bassa e, guardando avanti, troverebbe il norvegese Casper Ruud negli ottavi e Zverev nei quarti). Il servizio potente del romano obiettivamente crea problemi agli avversari e può aiutare a macinare punti, compensando il rovescio meno offensivo del dritto. Berrettini è uno dei quattro italiani ad aver conquistato una testa di serie, insieme a Jannik Sinner (19), Lorenzo Sonego (23) che sabato ha perso per un soffio la finale a Eastbourne contro l’australiano Alex de Minaur, e Fabio Fognini (26): è la prima volta nella storia che compaiono quattro azzurri nel seeding. Per la gioia del pubblico di casa, tornerà in campo Andy Murray grazie alla wild card. Lo scozzese, già due volte campione all’All England, ha incrociato l’ultima volta la racchetta qui nel 2017.

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