Quando la Musica è con vista

A Venezia, per ascoltare nella Basilica di S. Marco uno dei grandi lavori religiosi di Stravinskij, che lo scrisse proprio pensando a quel luogo di culto e a quegli spazi; lo dedicò alla “Urbi Venetiae, in laude Beati Marci”, alla città che amava e dove riposa. Dalle sonorità ieratiche del “Padre Igor” all’ascolto ravvicinato di molti quartetti, a Reggio Emilia; e alla musica da camera in dimore storiche, con “Musica con Vista 2021”.

Milano

Il 6 alle 18 nel quattrocentesco chiostro dell’Abbazia di Mirasole, a Opera, al via con il Trio Chagall “Musica con Vista 2021”, festival di musica da camera, all’aria aperta nei luoghi più suggestivi d’Italia. Fino al 18 settembre, saranno 37 concerti in 10 Regioni, un viaggio musicale nei giardini, chiostri e cortili di dimore storiche e palazzi, che rappresentano una parte integrante dell’identità e del patrimonio culturale italiano. E’ grazie all’incontro del Comitato AMUR con Le Dimore del Quartetto, in partnership con Associazione Dimore Storiche Italiane.

Reggio Emilia

Dal 6 al 13 al Teatro Valli per il Concorso Borciani ascoltiamo giovani quartetti, dalla mattina alla sera. Il concorso è stato fondato nel 1987 in onore del concittadino Paolo Borciani (1922–1985), fondatore e primo violino del celebre Quartetto Italiano. Il Premio, che si svolge ogni tre anni, oggi è uno dei maggiori. Tra i pezzi da portare al Concorso anche un pezzo di un compositore vivente: fra gli altri, Marco Stroppa (1994), Luciano Berio (1997), Salvatore Sciarrino (2000), Wolfgang Rihm (2002), Peter Maxwell Davies (2005), Giovanni Sollima (2008), Giya Kancheli (2011), Thomas Adès (2014), Silvia Colasanti (2017).

Venezia

Il 4 nella Basilica di S. Marco ottima occasione di ascoltare il Canticum Sacrum ad honorem Sancti Marci nominis di Igor Stravinskij, con Orchestra e Coro del Teatro La Fenice, direttore Markus Stenz. Il lavoro fu composto, su commissione del Festival di Musica della Biennale, per essere eseguito proprio nella Basilica; è dedicato alla “Urbi Venetiae, in laude Beati Marci”. Come in quel 13 settembre 1956 della prima esecuzione, si ascolterà il medesimo programma, che comprendeva – come desiderava Stravinskij – anche i grandi autori operanti a Venezia nel XVII secolo. Ecco allora Monteverdi, i due Gabrieli, Schütz.

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