A Salisburgo «Trionfo del Tempo e del Disinganno» di Händel con Cecilia Bartoli

Ripartono i concerti in presenza del pubblico, per quanto in questo scorcio finale di Stagione. Così riapre le porte la milanese Orchestra Verdi, fra Mozart e Beethoven. Così l’Orchestra e il Coro dell’Accademia di S. Cecilia, a Roma; due programmi in successione per il Coro, molto ben impaginati, fra la Parigi rossiniana e la Vienna di Brahms. Ma ripartono anche i festival d’oltralpe, come quello di Pentecoste, a Salisburgo, dove ci immergiamo nelle teatrali allegorie di Händel, con Cecilia Bartoli.

Milano

Il 19-20 all’Auditorium di Milano ripartono i concerti con il pubblico dell’Orchestra Verdi , con il direttore Krzysztof Urbański e il pianista Dejan Lazič. Un programma tripartito, che affianca Mozart e Beethoven. Ascoltiamo il Concerto per K. 488 di Wolfgang Amadeus Mozart, composto nel 1786 e tra i più eseguiti. Di tutt’altra fattura l’Ouverture del Coriolano, composta da Beethoven nel 1807, nei tumulti emotivi che precedono la stesura della Quinta Sinfonia. Fa da contraltare a questo lavoro la Prima Sinfonia, sempre di Beethoven; composizione che ancora risente dello stile di Mozart e Haydn. La Stagione prosegue fino al 15 luglio.

Roma

Il 22 all’Auditorium Parco della Musica due concerti (alle 17 e alle 19.30) con il pubblico del Coro di S. Cecilia, con il suo direttore Piero Monti. Due programmi diversi e ben impaginati. Nel primo, intitolato “Un italiano a Parigi – Rossini & C.”, ci divertiamo con alcuni dei “Péchés de vieillesse” che Rossini presentava agli amici nella sua casa di Passy, dal “Petit train de plaisir” ai “Gondolieri”. Il secondo programma è invece un tutto-Brahms,tra Vienna e Budapest, sempre con pezzi scritti per una riunione amicale, con vertici come i “Liebeslieder-Walzer” e gli “Zigeunerwalzer”.

Salisburgo

Dal 21 al 24 ritorna il Festival di Pentecoste, dopo lo stop 2020. Il titolo scelto dalla direttrice artistica Cecilia Bartoli è “Roma Aeterna”. Ricordiamo in particolare le due recite, il 21 e 23, del “Trionfo del Tempo e del Disinganno”, di Georg Friderich Händel, con Cecilia Bartoli, direttore Gianluca Capuano, regia di Robert Carsen; l’orchestra sono I Musiciens du Prince – Monaco. E’ un oratorio, scritto su testo del cardinale Benedetto Pamphilj, ma possiede un’evidente teatralità.

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